Itinerario Pajare

L’itinerario è lungo 2,7 km che si percorrono in circa 35 minuti. Il percorso presenta pendenze e si sviluppa per il 30% su fondo sterrato/sterrato pietroso e per il 70% su  asfalto/pianura. Punto di inizio: Chiesa di Sant’Elia Profeta. Punto di arrivo: Casino Sant’Angelo. L’itinerario è uno dei più suggestivi dal punto di vista naturalistico ed esperienziale. Il percorso ha inizio dalla Chiesa di Sant’Elia verso il tratturo Santu Lia (cod. sentiero F34), un tratturo in salita che presenta un fondo pietroso e a tratti non compatto. Lungo questo sentiero si possono ammirare alcuni esemplari di roverella di notevoli dimensioni. 

Dopo circa 250 metri di salita, si svolta a destra entrando in un tunnel arbustivo formato da fitti esemplari di quercia spinosa che fiancheggiano il cammino. Lo sterrato diventa più compatto e il suolo pianeggiante. 

Dopo aver percorso un altro centinaio di metri, la macchia si dirada e il paesaggio diventa prevalentemente agricolo. Il tratto sterrato continua per altri 300 metri, poi si vira verso destra su Strada vicinale Principessa sino alla biforcazione con Strada vicinale Crocemozza, che conduce ad Andrano. Lungo questa strada si trova, sul lato sinistro, una campagna bellissima con una costruzione in pietra. Si chiama “Fosse dell’Ospedale”: probabilmente, nel Medioevo questo era luogo di cura e poi di sepoltura degli ammalati, tenuti lontani dai centri abitati nei periodi di epidemia. 

Tornando sulla strada principale, al bivio con Strada Crocemozza, l’itinerario del Parco comune dei Frutti Minori prosegue a sinistra su Strada comunale Masseria Nuova (cod. sentiero G06), tratto in asfalto di circa 1300 metri che termina su SP85. Lungo questa strada, vi è la struttura ricettiva “Tre Pajare”, che non è una semplice casa vacanze dove si può dormire ma un luogo d’incontro vissuto da una persona speciale, Antonio Linciano, professore di Taranto che amava Castiglione e credeva nel recupero della terra. 

Poco più avanti, si giunge al Casino Sant’Angelo, esempio dell’evoluzione settecentesca della tipologia della masseria più antica. Il toponimo, insieme alla presenza di un vano che richiama senz’altro le forme di una cappella, nonché la presenza di numerose croci sui muri di recinzione, mostra certamente una predominanza del sacro in questi luoghi. Si ha memoria di una fiera agricola che si svolgeva qui nel giorno dei Santi Angeli (2 ottobre). Il Casino è circondato da muri alti per tenere lontani i lupi. Alle sue spalle, vi è un caratteristico sentiero con un bosco di querce e lecci, che conduce nel fondo chiuso “Barlanche”. Davanti, invece, un’ampia area denominata “I morti”, confinante con una zona definita “Bellanova” che si estende fino alla SP85.

VIE DI FUGA. Da qui si può tornare indietro per la stessa strada, calcolando altri 2,7 km e 35 minuti. In alternativa, si può raggiungere l’abitato di Castiglione, che è distante 530 metri e 8 minuti.

IL PARCO COMUNE DEI FRUTTI MINORI IN CAA

Scarica la descrizione in Comunicazione aumentativa alternativa di questo itinerario

AUDIOGUIDE  

IL PARCO COMUNE DEI FRUTTI MINORI IN LIS (VIDEO)

Casino Sant'Angelo

CODICE SENTIERO

G08

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Casino Sant’Angelo

ARRIVO

Fondo Barlanche

LUNGHEZZA

100 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

2 minuti

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Itinerario Pajare  GPX

50 100 150 200 5 10 15 distance (km) (m)
no elevation data
name: no data
distance: no data
minimum elevation: no data
maximum elevation: no data
elevation gain: no data
elevation loss: no data
duration: no data

Tratturu Santu Lia

CODICE SENTIERO

F34

COMUNI INTERESSATI

Depressa (Tricase)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Chiesa di Sant’Elia Profeta

ARRIVO

Incrocio con Strada Vicinale Principessa

LUNGHEZZA

640 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

10 minuti

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Strada vicinale Principessa

CODICE SENTIERO

F34

COMUNI INTERESSATI

Depressa (Tricase)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Chiesa di Sant’Elia Profeta

ARRIVO

Incrocio con Strada Vicinale Principessa

LUNGHEZZA

640 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

10 minuti

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Strada vicinale Masseria Nuova

CODICE SENTIERO

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Bivio con Strada vicinale Principessa (Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Incrocio con SP85 Andrano-Castiglione

LUNGHEZZA

1,24 km

TEMPO DI PERCORRENZA

21 minuti

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Itinerario Pajare

 

L’itinerario è lungo 2,7 km che si percorrono in circa 35 minuti. Il percorso presenta pendenze e si sviluppa per il 30% su fondo sterrato/sterrato pietroso e per il 70% su  asfalto/pianura.

Punto di inizio: Chiesa di Sant’Elia Profeta. 

Punto di arrivo:Casino Sant’Angelo.

Cosa troverai lungo questo percorso:

Quercia Roverella

Grandi esemplari di quercia roverella e tante orchidee selvatiche in primavera- tratturo Santu Lia

Strada vicinale Principessa

“Fosse dell’Ospedale”

Fosse dell’Ospedale perché tanti secoli fa, probabilmente, questo era luogo di cura e poi di sepoltura degli ammalati 

Strada comunale Masseria Nuova

“Tre Pajare”

le “Tre Pajare” , che non sono una semplice casa vacanze ma un luogo d’incontro vissuto da una persona speciale, Antonio Linciano, professore di Taranto che amava Castiglione e credeva nel recupero della terra – 

Casino Sant’Angelo

Casino Sant’Angelo, che era una fattoria poi trasformata nel tempo in abitazione estiva tra il 1600 e il 1700. Sui muri sono incise numerose croci. Il Casino è circondato da muri alti per tenere lontani i lupi. Alle sue spalle, vi è un caratteristico sentiero con un bosco di querce.

Itinerario Pajare  GPX

50 100 150 200 5 10 15 distance (km) (m)
no elevation data
name: no data
distance: no data
minimum elevation: no data
maximum elevation: no data
elevation gain: no data
elevation loss: no data
duration: no data
Le tre pajare

Le tre pajare

Bivio Strada vicinale Principessa

Bivio Strada vicinale Principessa

Casino Sant'Angelo

Casino Sant'Angelo

Pajara nel fondo Fosse dell'ospedale

Pajara nel fondo Fosse dell'ospedale

Strada vicinale Principessa

Strada vicinale Principessa

Contrada Principessa

Contrada Principessa

Tratturo Babele

Tratturo Babele

Babele

Babele

Tratturo Bosco Casino Sant’Angelo

Tratturo Bosco Casino Sant’Angelo

LA BIODIVERSITÀ E I SUOI CUSTODI

L’itinerario ricade interamente nell’oasi di protezione denominata “Corfiadi – SIC Bosco Macchia di Ponente”, che si estende per oltre 673 ettari ed è destinata al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica. Qui, infatti, è vietata l’attività venatoria. 

Lungo il Tratturo Santu Lia, c’è un margine boschivo di grande bellezza, in cui troneggia un impressionante esemplare di quercia roverella secolare (quercus pubescens). Questo piccolo areale è intensamente popolato anche da diversi alberi di notevoli dimensioni di carrubo (ceratonia siliqua), oltre che da lentisco (pistacia lentiscus) e altre piante tipiche della macchia mediterranea. Queste nicchie fanno presagire le potenzialità incredibili che hanno gli ecosistemi per evolvere verso sistemi stabili di incredibile pregio. Proprio la protezione e l’espansione naturale di tali aree considerate marginali dovrebbe e potrebbe essere la chiave per la rigenerazione tanto necessaria.

Proseguendo il cammino completamente immersi nel verde dei lecci, delle querce di Palestina o spinose (Brunitta, in dialetto), dei pini di Aleppo (pinus halepensis), si giunge in contrada Pajare, area prevalentemente olivetata. Da autentico “giardino” degli andranesi,  dopo l’avvento del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo si presenta in gran parte abbandonata al proprio destino. Se prima queste zone erano tendenzialmente omogenee ed uniformi a livello paesaggistico, ora si può notare una differenziazione campo per campo: il paesaggio diventa un archivio degli interventi, spesso maldestri, perpetrati nel tempo per tentare di salvare o di disfarsi degli alberi di ulivo con potature radicali, incendi, capitozzature, in un susseguirsi di forme e fantasmi del paesaggio che fu. 

Dai muretti a secco, onnipresenti, le querce di Palestina, il lentisco, il salvione giallo, il finocchio selvatico, i rovi provano, intanto, a impossessarsi nuovamente del paesaggio. 

Da segnalare, benché inaccessibile, anche il piccolo bosco di lecci e querce spinose alle spalle di Casino Sant’Angelo, costeggiato da un sentiero ricco di profumi e di suggestioni che conduce nel fondo “Barlanche”.

Scopri i custodi di questo itinerario

Quasi un rifugio, l’unica struttura in cui poter pernottare direttamente lungo il percorso del Parco comune dei frutti minori. Non è una semplice casa vacanze dove si può dormire o trascorrere un periodo di relax in piena campagna. Piuttosto, è un luogo di pace e di scambio, voluto da una persona speciale, Antonio Linciano, professore di Taranto. L’incontro con Casa delle Agriculture risale alle prime edizioni della Notte Verde: dopo avervi partecipato, Antonio ha deciso di acquistare il complesso delle Tre Pajare, per poi metterlo a disposizione dei progetti culturali e sociali dell’associazione e della cooperativa. Qui ha ospitato i suoi studenti dell’Istituto Pitagora di Taranto per esperienze di alternanza scuola-lavoro a Castiglione, a stretto contatto con la nostra realtà, per dare loro nuovi occhi con i quali guardare le risorse da valorizzare nella propria città, negli anni più difficili della crisi del complesso siderurgico dell’Ilva. Le Tre Pajare hanno ospitato presentazioni di libri, laboratori per bambini, incontri di scrittura, cene e feste sociali e hanno accolto persone e artisti da ogni parte del mondo. Antonio Linciano ci ha lasciato nell’autunno 2020. Assieme alla sua famiglia, continua la collaborazione con Casa delle Agriculture per rendere questo luogo fucina di immaginari, culla di incontri e oasi di riposo, nel ricordo della sua splendida persona e degli ideali comuni.  

 

TRACCE DI STORIA

La chiesa di Sant’Elia Profeta, nel feudo di Depressa, segna l’inizio di questo percorso. Come ampiamente descritto nell’itinerario Sant’Elia, è al centro del sito archeologico di Principano, casale medievale di cui resta l’omonima “Croce”. Questo tratturo, assieme agli altri tre che confluiscono verso la Chiesa, accoglieva viandanti e pellegrini provenienti dai vicini centri di Andrano, Castiglione, Montesano e Depressa. 

Attraverso il Tratturo Santu Lia si giunge in quella che è conosciuta come zona Pajare, che ricade in contrada Corfiadi. Il recupero di toponimi particolari apre alla possibilità di una rilettura storica di questi luoghi, finora considerati di scarso valore archeologico. Il riferimento, in particolare, è alla presenza di un campo denominato “Fosse dell’Ospedale”, lungo Strada vicinale Principessa: probabilmente, nel Medioevo questo era luogo di cura e poi di sepoltura degli ammalati, tenuti lontani dai centri abitati nei periodi di epidemia. Come emerso durante gli “Esercizi di memoria” svolti da Casa delle Agriculture con gli anziani di Auser Ponte Andrano-Castiglione, nella primavera 2024, nel campo esiste tuttora una fossa coperta da una botola: il contadino proprietario del fondo è testimone del recupero di ossa umane avvenuto intorno ai primi anni Sessanta ad opera di suo padre. Un altro terreno poco distante, raggiungibile imboccando il sentiero di fronte che conduce a “Santu Ndria” (ex casale Sant’Andrea), è denominato “Cimitero” e contava l’esistenza di due grandi fosse, una delle quali interrata e l’altra trasformata in cisterna dopo essere stata liberata da resti umani.

Infine, una storia tutta da ricucire è quella del Casino Sant’Angelo, il cui toponimo, unito alla presenza di croci incise sui suoi muri perimetrali, dei resti di quella che pare essere una chiesetta cinquecentesca e di una fiera in onore dei Santi Angeli, svela una predominanza del sacro in questi luoghi. 

Chiesa di Sant’Elia Profeta e casale di Principano (vedi itinerario Sant’Elia)

Casino Sant’Angelo

Poco ad est del nucleo abitato di Castiglione, si trova un antico complesso noto nella cartografia storica come “Casino Sant’Angelo”. La struttura è inserita in uno splendido contesto ambientale, dove le antiche strutture murarie che delimitano i campi e le curti del casino si fondono con i lembi dell’antica boscaglia qui esistente, costituita prevalentemente da quercia spinosa e altre essenze mediterranee. 

Non possediamo alcuna fonte che ci parli di questo piccolo nucleo rurale, ma il termine “casino” sta ad indicare, solitamente, un tipo di struttura che si diffonde nelle campagne salentine a partire dal Settecento e che nasce dall’evoluzione della tipologia della masseria.

Verso la fine del Settecento, si assiste in tutto il Meridione ad una fase di forte declino e di crisi dell’economia agricola. L’importante economista dell’epoca Giuseppe Palmieri, rilanciando il mito del “nobile campagnolo”, insisteva sulla necessità della presenza stabile del proprietario nelle sue terre, convinto che le opere di miglioramento agrofondiario non potevano prescindere da un controllo diretto da parte del proprietario, il quale “dalla metropoli doveva tornare nelle provincie”. È in questo periodo che si assiste ad una profonda crisi dell’olivicoltura ed alla diffusione della coltivazione della vite. Proprio nelle zone particolarmente fertili – spesso aree sub-paludose – dove maggiormente si diffuse l’impianto dei vigneti, si registrò, a partire dalla seconda metà del Settecento, un’evoluzione delle dimore rurali. Alla tradizionale masseria fortificata si sostituì un nuovo fabbricato: il casino. Questo comprendeva, oltre all’abitazione del fattore, ai magazzini e alle aree produttive, anche l’abitazione stagionale del signore, a testimonianza della nuova consuetudine di abbandono della caotica e malsana vita cittadina per rifugiarsi nella pace della campagna. Pian piano, le esigenze difensive lasciano spazio all’aspetto estetico dell’architettura, con la realizzazione di pozzi monumentali, torri colombaie coronate da raffinati motivi decorativi, giardini con frutteti e pergolati, ecc. I vecchi complessi masserizi, dunque, subiscono un profondo processo di trasformazione e di adeguamento alle nuove esigenze socio-economiche.

Spesso, ancora oggi, in molte masserie – com’è il caso di Casino Sant’Angelo – si può osservare chiaramente la sovrapposizione tra una fase architettonica più antica, caratterizzata da forme semplici e funzionali (residuo della vecchia “masseria fortificata”), e una fase costruttiva più recente, di maggior pregio architettonico. Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento si assiste, in tutta la Terra d’Otranto, al processo finale di ristrutturazione e di adeguamento dei vecchi complessi masserizi. È il periodo che vede il passaggio da un’economia agro-pastorale ad un’economia basata prevalentemente sulle colture dell’olivo, della vite e del mandorlo. Le campagne si popolano così anche di architetture preziose, «dove il gusto barocco, che in città si era ormai esaurito, trova spazi sufficienti per fondersi con la natura» (Costantini A., Guida alle masserie del Salento, Galatina, 2006), nella ormai diffusa idea di un rinnovato legame tra uomo e natura e nella riscoperta del piacere del vivere all’aria aperta.

Il nostro casino testimonia in maniera piuttosto eloquente questo passaggio. Alcuni muri esterni, infatti, tradiscono l’esistenza di un complesso masserizio più antico – verosimilmente del XVI secolo, come mostra la tecnica costruttiva con pietre calcaree e bolo – poi ampliato e modificato per essere trasformato in casino, probabilmente nel XVII/XVIII secolo.

Il toponimo, insieme alla presenza di un vano che richiama senz’altro le forme di una cappella, nonché la presenza di numerose croci sui muri di recinzione, mostra certamente una predominanza del sacro in questi luoghi. Si ha, in effetti, la testimonianza di una fiera che si svolgeva proprio qui, nel giorno dei Santi Angeli (2 ottobre). Considerando che la memoria dei Santi Angeli fu fissata da papa Clemente X nel 1670, è interessante osservare proprio come questa data vada a inquadrarsi nello stesso periodo in cui, a giudicare dalle tipologie delle strutture superstiti, dovette avvenire la trasformazione da masseria a casino precedentemente citata e, forse, la realizzazione della chiesetta, della quale oggi resta solo il fronte, coronato da una semplice cornice a toro (da Alessio Stefano, Castiglione e il suo feudo tra fonti storiche ed evidenze archeologiche, 2024. Ricerca condotta nell’ambito del progetto “Parco comune dei frutti minori”).

Casa delle Agriculture Tullia e Gino Odv

tel. 348/5649772-328/5469804

mail: ass.casadelleagriculture@gmail.com

pec: casadelleagriculture@pec.it 

 

Coop. agricola Casa delle Agriculture

tel. 366/5471708 (Mulino di Comunità)

mail: coop.casadelleagriculture@gmail.com

pec: coopcasadelleagriculture@pec.it

 

Parco comune dei frutti minori

tel. 388/4412129

(per info e prenotazioni visite)

mail: ass.casadelleagriculture@gmail.com 

 

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