L’itinerario è lungo 2,7 Km, tempo di percorrenza di 35 minuti. Il percorso è pianeggiante, per il 40% sterrato compatto/sterrato pietroso e per il 60% su asfalto/pianura. Punto di inizio:  Tratturo Colavozzi, lungo la SP 85. Punto di arrivo: calvario di Castiglione.

Questo itinerario attraversa la Serra del Rio, un’area importante per due motivi. 

Il primo: una parte ricade in una zona di tutela e salvaguardia ambientale.

Il secondo: in un’altra parte si può vedere la trasformazione del paesaggio agricolo, il suo abbandono dopo che gli ulivi sono seccati e il danno derivante dagli incendi. È fondamentale conoscere anche questo aspetto per capire l’importanza di aver cura della terra. 

L’itinerario inizia dal tratturo Colavozzi (cod. sentiero G09), che attraversa una zona chiamata “Sule” o “Vigna Filoci”. Una doppia curva pietrosa e leggermente in discesa anticipa un successivo tratto, sempre sterrato ma più compatto. 

Dopo questi primi 500 metri si raggiunge il casello ferroviario, attraversato il quale si procede verso nord costeggiando la banchina stradale della SP165 per circa 350 metri. Qui, si trova un palo picchetto segnavia, per imboccare il tratturo Rene, sterrato, che procede a zig zag tra uliveti con prevalenza di terre rosse e rocce basse affioranti. In questo tratto, il Pagliarone è uno degli elementi rurali di spicco: è una grande costruzione in pietra, usata come riparo dai contadini. Ha forma circolare con un doppio muro di contenimento. Se si entra dentro e si guarda in alto, si noterà una particolare croce potenziata o ricrociata che chiude la falsa volta dell’imponente trullo, un unicum nell’architettura rurale.

Si ritorna sull’asfalto su Strada vicinale Le Pigne sino a Paradisi, area di valorizzazione della biodiversità che ora è coltivata e curata da Casa delle Agriculture: addentrandosi al suo interno, si presta all’osservazione naturalistica di piante e fiori tipici della macchia mediterranea. Nel campo è presente anche una particolare pajara, una costruzione in pietra con un’inedita edicola votiva posizionata sulla sommità e in passato dedicata a Sant’Antonio da Padova, compatrono di Castiglione d’Otranto. 

Da Paradisi si continua su strada vicinale delle Serre, che conduce all’allevamento apistico I Paradisi, dopo il quale vi è un ponte panoramico, da cui si possono vedere i binari delle Ferrovie Sud Est costruiti intorno al 1911, qui in una suggestiva trincea scavata nella roccia. Il percorso termina nel centro urbano, vicino al Calvario.

IL PARCO COMUNE DEI FRUTTI MINORI IN CAA

Scarica la descrizione in Comunicazione aumentativa alternativa di questo itinerario

IL PARCO COMUNE DEI FRUTTI MINORI IN LIS (VIDEO)

AUDIOGUIDE  

Tratturo Colavozzi

CODICE SENTIERO

G09

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Incrocio con SP 85 Castiglione-Andrano(Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Casello Ferrovie Sud Est lungo SP 165 Castiglione-Spongano

LUNGHEZZA

480 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

8 min

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Itinerario_Paradisi  GPX

50 100 150 200 5 10 15 distance (km) (m)
no elevation data
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elevation gain: no data
elevation loss: no data
duration: no data

Tratturo le Rene

CODICE SENTIERO

G10

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Incrocio con SP 165 Castiglione-Spongano (Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Bivio con Strada vicinale Le Pigne

LUNGHEZZA

750 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

16 min

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Pajara Paradisi

Pajara Paradisi

le tre pajare

le tre pajare

Asphodelus

Asphodelus

Strada vicinale "Le Pigne"

CODICE SENTIERO

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Bivio con tratturo Rene (Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Bivio con Strada vicinale delle Serre

LUNGHEZZA

480 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

10 min

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Strada vicinale delle Serre

CODICE SENTIERO

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Bivio con Strada vicinale Le Pigne (Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Calvario di Castiglione d’Otranto

LUNGHEZZA

480 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

8 min

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Pajare con edicola votiva

Pajare con edicola votiva

Pagliarone

Pagliarone

Pagliarone, chiave di volta con croce angioina

Pagliarone, chiave di volta con croce angioina

Terebinti

Terebinti

Cistus salviifolius

Cistus salviifolius

Iris selvatico

Iris selvatico

Strada vicinale delle Serre

CODICE SENTIERO

COMUNI INTERESSATI

Castiglione d’Otranto (Andrano)

MODALITÀ

Trekking, MTB, Joelette, cavallo, asino

PARTENZA

Bivio con Strada vicinale Le Pigne (Clicca sulla bandierina per Google Map)

ARRIVO

Calvario di Castiglione d’Otranto

LUNGHEZZA

480 metri

TEMPO DI PERCORRENZA

8 min

INTERESSE

Storico – Naturalistico – Escursionistico – Paesaggistico – Rurale

DIFFICOLTÀ

clicca qui
  • Turistico (T) – Escursionistico (E) 
  • Mediamente difficile per persone con disabilità motoria (Largo Trice è sterrato, poi inizia la strada asfaltata)
  • Mediamente difficile per persone cieche (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata)
  • Facile per persone sorde 
  • Mediamente difficile per

    persone con autismo (Largo Trice è sterrato e privo di protezioni. La strada provinciale da costeggiare è solitamente trafficata. In alternativa, attraversare il cimitero uscendo dal cancello retrostante al cappellone)

Pajare con edicola votiva

Pajare con edicola votiva

Pagliarone

Pagliarone

Pagliarone, chiave di volta con croce angioina

Pagliarone, chiave di volta con croce angioina

Terebinti

Terebinti

Cistus salviifolius

Cistus salviifolius

Iris selvatico

Iris selvatico

LA BIODIVERSITÀ E I SUOI CUSTODI

Il nome vero di questo grande areale è Serra del Rio, per la presenza di un inghiottitoio naturale e di sorgenti che formano un fiume sotterraneo, “rio”, appunto. Non a caso, Strada vicinale delle Serre prende il nome di Strada vicinale Sorgenti quando prosegue nel feudo di Spongano. Tuttavia, per consuetudine, questa zona è chiamata dagli abitanti del posto “Paradisi”, nome che da alcuni singoli fondi è stato esteso all’intera contrada, riconosciuta dal Comune di Andrano come “zona di tutela e salvaguardia ambientale”.

Il percorso è un attraversamento delle criticità del nostro tempo nel Salento: la storica sequenza ordinata e ben tenuta di campi olivetati su questo promontorio ha lasciato il posto a un susseguirsi di fondi abbandonati, incendiati e di oliveti capitozzati o estirpati. Eppure, anche in questo scenario difficile, qualcosa di positivo accade: si riscopre la biodiversità naturale, alcuni proprietari piantano nuovi alberi, si allevano api. 

Lungo la Strada vicinale Le Pigne, tantissimi sono i rovi da cui in estate si possono raccogliere le more e fanno bella mostra antichi alberi di fico. Lungo Strada vicinale delle Serre, invece, nel fondo denominato “Cisuria della Fica” e in quello sottostante detto “I cardilli”, restano monumentali tronchi d’ulivo, in sofferenza dopo la diffusione del Complesso del disseccamento rapido: ciononostante, rappresentano imponenti sculture vive da ammirare anche per la loro voglia di resistere alla fitopatia.

Il cuore dell’itinerario, ad ogni modo, è nei terreni attualmente sotto la tutela di Casa delle Agriculture, Paradisi-area di valorizzazione della biodiversità. Si raggiungono facilmente seguendo le frecce segnavia lungo il percorso: vi si accede da due punti collocati lungo Strada vicinale Le Pigne, segnalati l’uno da una bacheca in legno e l’altro da una lastra in pietra con nome inciso. Paradisi è tra gli ecosistemi naturali più complessi e ricchi del Parco Comune dei Frutti Minori. I “mancati” processi di sfruttamento agricolo ed elettrificazione rendono i suoi tratti di macchia mediterranea dei veri e propri “paradisi” della biodiversità naturale. 

L’area si presta all’osservazione naturalistica, fatta con grande cura e rispetto delle specie vegetali presenti. Tra gli esemplari di Quercus calliprinos, nota come quercia di Palestina o quercia spinosa e, nel dialetto locale, “brunitta”, vi è la presenza costante delle siepi naturali di lentisco, fillirea e olivo selvatico.  Meravigliose, in primavera, sono le fioriture di Iris unguicularis cretensis dal caratteristico colore viola, pianta tipica della vicina Grecia e delle isole di Corfù e Creta; quelle di Cistus salviifolius, il cisto bianco e quello rosa; di Cytinus hypocistis o ipocisto rosso; di Asphodelus; di Vinca difformis o pervinca ovata; di Euphorbia gialla e di tante orchidee selvatiche. 

Sono presenti anche Rosa sempervirens o Rosa San Giovanni, unica rosa selvatica nostrana; Daphne Gnidium, comunemente chiamata “Pipirea”, pianta ignifuga con bacche tossiche simili ai grani di pepe, con cui si rischia di avvelenare l’acqua; Smilax aspera, conosciuta come “Uva ai serpi”, “Salsapariglia” o “Smilace”.

La macchia mediterranea si alterna con alberi di frutti minori (fichi e noci, soprattutto) ed è inframmezzata da coltivazioni organiche di diverse varietà di leguminose locali e di cereali.

A seconda della rotazione colturale annuale, si ritrovano la fava piccola salentina, i ceci, la lenticchia verde piccola, il pisello nano di Zollino, il farro triticum dicoccum e il triticum monococcum.

Scopri i custodi di questo itinerario

L’allevamento apistico “I paradisi” è stato avviato nel 2016 da Fabrizio Contaldo, che da pensionato ha trasformato la sua passione per l’apicoltura in una costante attività di sperimentazione e cura per le api e l’ecosistema. Assieme all’amico Ippazio Panico, porta avanti questo apiario in località Fante, all’ingresso sud di zona Paradisi, lungo il percorso del Parco comune dei frutti minori. Altre arnie sono collocate in fondi lungo la costa di Andrano, nel Parco regionale costa Otranto-Leuca. L’apiario svolge attività didattica e di produzione del miele.

TRACCE DI STORIA

Lungo questo itinerario, che attraversa un’area a cui i castiglionesi sono particolarmente legati, è presente uno degli elementi rurali di spicco del Parco comune dei frutti minori:  il Pagliarone. Si tratta di una grande costruzione in pietra, usata come riparo dai contadini. Ha forma circolare con un doppio muro di contenimento. Sulla falsa volte interna, vi è incisa una croce medievale, considerata dagli archeologi un qualcosa di unico nell’architettura rurale: era presente sulle monete di Re Carlo I d’Angiò del 1200, monete che nel territorio salentino venivano spesso riposte nella bocca dei defunti, probabile reminiscenza dell’obolo da dover presentare a Caronte per farsi traghettare nell’aldilà. 

Lungo l’itinerario del Parco, inoltre, merita menzione una particolare pajare con edicola votiva collocata sulla sua sommità. 

Infine, in questa contrada notevole è il colpo d’occhio sulla linea ferrata: il ponte ferroviario sulla trincea scavata nella roccia è uno dei luoghi più suggestivi del territorio, testimone dell’avvento del treno a vapore nel 1911, autentico impulso all’economia agricola locale, grazie al progetto ingegneristico redatto da Filippo Bacile, che di Castiglione d’Otranto e di Spongano aveva anche il titolo di barone.

Il pagliarone

Una imponente ed enigmatica struttura in pietra a secco svetta sulla cima della serra, immersa in un oliveto plurisecolare, ormai violentato dal Disseccamento rapido dell’olivo a e dai roghi. La struttura rientra nella tipologia dei ripari trulliformi in pietra a secco a forma troncoconica, ossia con pianta circolare. È confrontabile con i furneddhi classificati da Antonio Costantini come di «forma derivata del tipo A», diffusa soprattutto nel Capo di Leuca. Un unicum – probabilmente – è la croce potenziata o ricrociata che chiude la falsa volta dell’imponente riparo trulliforme. Il tema della croce potenziata è certamente medievale e, graffito su una superficie circolare, richiama immediatamente alcune particolari tipologie di monete.

La croce, nelle sue varie tipologie, rappresenta in effetti il soggetto più diffuso sulle monete di età angioina. Prima della riforma di Carlo I, ossia negli anni compresi tra il 1266 e il 1278, essa rappresenta addirittura l’unico soggetto a religioso. È presente sulle monete in oro, come il tarì, ma soprattutto sulle monete in mistura, ossia nei numerosi tipi di denaro. I denari di Re Carlo I d’Angiò (1266-1285) possono comprendere sul dritto l’effigie del Re, la lettera “K”, la croce, uno o più gigli, mentre sul rovescio sono spesso presenti vari tipi di croce, tra cui quella potenziata. 

Monete di questo tipo avevano anche uno specifico uso nel rituale funerario medievale in uso presso il territorio salentino. Nel villaggio medievale di Apigliano, presso Zollino, diversi scheletri pertinenti proprio all’età angioina sono stati rinvenuti con una moneta nella bocca. Questo uso rappresentava verosimilmente o un residuo culturale dell’Obolo di Caronte, diffuso presso la civiltà greco-romana, o un richiamo all’Eucaristia. In ogni caso, il simbolo della croce rappresenta nel Medioevo e nei secoli successivi il simbolo apotropaico per eccellenza. Non stupisce, dunque, al di là dei vari confronti iconografici, che esso sia stato tracciato proprio sulla pietra di chiusura della pseudo-cupola di una abitazione rurale in pietra a secco, esposta alle insidie del tempo e al furore degli elementi della natura.

 

Minuscolerie della devozione popolare

Nelle campagne di “Paradisi”, proprio vicino ai terreni colmi di biodiversità curati da Casa delle Agriculture, si trova un altro “unicum della devozione di famiglia” (cf. Michele Mainardi, Minuscolerie della devozione popolare in provincia di Lecce, Lecce 2024): una minuscola, ma sapientemente costruita, nicchia votiva che corona la sommità di una grande pajara (un tempo fungente da “capannone” agricolo). A sottrarre all’anonimato la piccola edicola ci pensa la memoria popolare: gli anziani, infatti, ricordano che questa conteneva una piccola statua di Sant’Antonio di Padova, patrono di Castiglione.

Alle spalle della grande pajara, munita di due ingressi, si evidenzia la presenza di un ingegnoso sistema di canalizzazione per la raccolta delle acque piovane, consistente in un canale, che segue l’andamento del substrato carsico emergente, terminante in una grande cisterna aperta (pilune), che completa, insieme ai numerosi pozzi e cisterne sparsi nel territorio, l’interessante quadro dei sistemi per la raccolta e l’emungimento delle acque a scopo irriguo e potabile.

 

La ferrovia

La linea ferroviaria che lambisce da nord il centro abitato di Castiglione rappresenta una delle tratte più suggestive dell’intera rete salentina. La linea appartiene alla tratta ferroviaria Zollino-Maglie-Gagliano del Capo, che attraversa da nord a sud il Salento dalla parte del Mar Adriatico. La sua realizzazione fu promossa da Filippo Bacile, che di Castiglione d’Otranto, oltre che di Spongano, è stato anche barone.

I primi progetti per una ferrovia tra Maglie e Leuca risalgono al 1875. Dopo varie peripezie, tuttavia, solo nel 1906 fu approvata la concessione per la costruzione e l’esercizio di una ferrovia a scartamento ordinario, ottenuta dall’amministrazione provinciale di Terra d’Otranto, che concesse l’esecuzione dei lavori alla Ercole Antico & C., società già attiva nella costruzione dell’Acquedotto pugliese. 

La linea venne aperta al traffico dei treni a vapore nel 1911. Nel progetto si tenne ben presente l’importanza commerciale della linea ferroviaria, che avrebbe attraversato un territorio fertile, abitato all’epoca da circa 140.000 persone, in cui si producevano soddisfacenti quantitativi di olio e di vino. Oltre ai vantaggi per il settore commerciale, si pensò che la ferrovia avrebbe avuto anche un consistente numero di viaggiatori, dato dagli assidui frequentatori delle stazioni balneari di Santa Cesarea, Tricase, Leuca e Gallipoli.

Nel 1912/14 venne realizzata anche la strada di accesso alla stazione ferroviaria, collocata fuori dal centro abitato lungo l’arteria che conduce a Montesano Salentino. La stazione di Andrano-Castiglione è dotata di 3 binari dei quali 2 passanti e 1 tronco. La linea è armata a binario semplice non elettrificato, con scartamento di 1435 mm.

Casa delle Agriculture Tullia e Gino Odv

tel. 348/5649772-328/5469804

mail: ass.casadelleagriculture@gmail.com

pec: casadelleagriculture@pec.it 

 

Coop. agricola Casa delle Agriculture

tel. 366/5471708 (Mulino di Comunità)

mail: coop.casadelleagriculture@gmail.com

pec: coopcasadelleagriculture@pec.it

 

Parco comune dei frutti minori

tel. 388/4412129

(per info e prenotazioni visite)

mail: ass.casadelleagriculture@gmail.com 

 

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